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martedì 24 febbraio 2009

Congiunzione Luna-Venere


Sarà probabilmente la migliore congiunzione Luna - pianeta dell'anno 2009. Alla mezza notte del 28/02/2009 avremo i due pianeti in congiunzione con una distanza approssimativamente pari a tre diametri di luna (per semplicità di riferimento). Per gli italiani sarà possibile vedere la vicinanza dei pianeti ai margini dell'evento, cioè poco dopo il tramonto del 27 e poco prima dell'alba del 28. Foto di repertorio di un evento simile.

mercoledì 18 febbraio 2009

Cometa Lulin C/2007 N3

La Cometa Lulin (C/2007 N3), è stata scoperta nel 2007 da un team di astronomi di Taiwan e Cinesi, si sta muovendo intorno al sole avvicinandosi alla terra. Proprio adesso, la Cometa Lulin si trova in congiunzione con NGC4951 nella parte bassa-SE del cielo. Ha le sembianze di una stella con magnitude 7. Il momento di massima vicinanza sarà il 24 Febbraio (0.41 AU), la cometa raggiungerà la magnitude 5, quindi visibile ad occhio nudo e con maggiore apprezzamento al binocolo.

domenica 15 febbraio 2009

Congiunzione prima dell'alba

30 minuti prima dell'alba di giorno 16/02/2009 sarà possibile osservare Giove in congiunzione con Marte non molto distanti da Mercurio. Sarà necessario l'utilizzo di almeno un binocolo per potere rilevarne la presenza, in figura sono rappresentati con una luminosità esagerata.

giovedì 29 gennaio 2009

Eclisse anulare del 26/01/2009



Quello di giorno 26/01/2009 è stato uno spettacolo che la natura offre raramente. Una eclisse solare anulare. La luna non riesce a coprire del tutto il disco della nostra stella e ciò che vien fuori è un ring di fuoco tutto da ammirare. Sopra è riportato un video di asiatici (fortunati) eccitati per l'evento al quale hanno assistito. In basso l'animazione ci permette di vedere le aree del pianeta interessate dall'eclisse.

...alla prossima eclisse: 22/07/2009 (Ahimè non visibile dall'Italia).

giovedì 11 settembre 2008

Moon live... 22.45-23.30 11/09/2008

Registrazione di un momento della trasmissione live dell'11/09/2008

mercoledì 10 settembre 2008

Buco nero artificiale? ...o mega esperimento?


Link trasmissione live ore 9.00 (ITA).
Dalle nove gli occhi del mondo saranno puntati su Ginevra per il test realizzato nel Laboratorio del Cern, in un tunnel lungo 27 chilometri, a 50 metri nel sottosuolo della frontiera franco-svizzera. L’obiettivo è quello di ricreare le condizioni che esistevano all’inizio del mondo, il microcosmo di violente collisioni che si produssero 1 picosecondo dopo il "big bang". Dopo decenni di lavoro e salvo imprevisti, domani un primo fascio di protoni farà il suo giro di prova all’interno dell’anello sotterraneo. Per la prima volta nella gigantesca macchina -«una meraviglia tecnologica», come ha detto il direttore del Cern, Robert Aymar- circoleranno fasce di particelle (protoni) ad una velocità prossima a quella della luce (99,999991% di velocità della luce): 11.000 rotazioni al secondo dentro al tunnel.
E’ quasi impossibile per i non scienziati discriminare tra stranezza legittima e pura follia». Parola di Paul Davies, fisico, cosmologo e divulgatore britannico. I suoi colleghi se ne stanno accorgendo sulla propria pelle. Sono bastati alcuni «ribelli» (i folli, appunto) a scatenare la psicosi di massa: il mondo finirà oggi o di lì a poco per colpa dell’LHC? Dopo le accuse dagli Usa di Luis Sancho e Walter Wagner, ora il momento della celebrità è tutto per Otto Rossler, controverso biochimico e professore di Teoria del Caos all’Università di Tubinga, in Germania. Anche lui annuncia l’Apocalisse e anche a lui la Corte europea dei diritti umani ha detto no: il ricorso per stoppare il super-acceleratore è stato respinto. Professore, lei ha chiesto al Cern una conferenza sulla sicurezza, ma le sue paure sono state giudicate infondate. E' pentito?«Ho un’idea e una preoccupazione, ma evidentemente loro sono più intelligenti di me!».Scherzi a parte?«E’ una questione di psicologia: se la maggior parte degli scienziati sostiene che non ci sono pericoli, allora tutti seguono l’opinione generale».Il Cern, comunque, ha pubblicato un «report»: non le è bastato?«Nessuno ha risposto alla mia teoria».Lei immagina la Terra trafitta da tremendi fasci di energia e divorata da una serie di mini-buchi neri, cresciuti nel suo grembo a causa dell’LHC: da dove nasce questo scenario?«Ho elaborato la prova della non-evaporazione dei buchi neri, smentendo il modello noto come “Hawking evaporation”».Così lei sovverte molti principi fisici: c’è qualche collega che le dà ragione?«All’inizio pensavo di essere stato il primo a sollevare dubbi sul teorema di smaterializzazione, ma mi sbagliavo. Vladimir Belinski, professore alla Sapienza di Roma, ha pubblicato una ricerca simile due anni fa, un anno prima della mia. E lui ha lavorato a Mosca con il cosmologo Jakob Zeldovich, leader della scuola russa sui buchi neri».Non ha preso abbagli? «Nessun errore. Tutta la questione nasce da Einstein, che aveva l’abilità di vedere cose mai pensate prima, ma il difetto di non arrivare alle conclusioni estreme. La mia scoperta è legata alla relazione spazio-tempo».Provi a spiegare. «Quando il tempo è rallentato di un fattore doppio, lo spazio è due volte più grande. Le mie equazioni lo provano, ma nessuno, finora, l’aveva evidenziato. E’ su questa base che dimostro che i black holes alla fine del tunnel spazio-tempo non evaporano».Lei si aspetta molti buchi neri, giusto? «C’è da aspettarsi un milione di black holes in una decina di giorni».Come li produrrebbe l’LHC? «Sappiamo che nell’acceleratore si scontrano fasci di protoni a energie altissime e che all’interno ci sono particelle più piccole, i quarks: lo scenario è che due quarks si avvicinino così tanto da generare un black hole, confermando la Teoria delle Stringhe».Che forma avrebbero i buchi?«Non a forma di punto, ma probabilmente ad anello. Ma esiste anche una teoria alternativa, la “fractal space time theory” di Mohamed El Naschie: il buco nero sarebbe un oggetto frattale».E le dimensioni? «All’inizio minimali, poi si verificherà un fenomeno come quello delle trottole».Vale a dire? «Assisteremo all’auto-organizzazione delle strutture, simile a quella dei buchi neri che alimentano le quasars e le nano-quasars: la differenza è che nel primo caso la materia ha un nucleo di miliardi di masse solari e due “jets” energetici, mentre nel secondo la massa è di una-due volte quella del Sole. In ogni caso, basteranno 50 mesi per divorare la Terra».Non vede difese?«Potremmo provare a inviarli nello spazio, ma non avremmo abbastanza energia».Come arriverebbe la fine?«La Terra verrebbe ingoiata e si restringerebbe a una pallina: come una ciliegia».
Una cosa è certa: riuscirò a postare l'esito dell'esperimento? :-)

sabato 30 agosto 2008

Wild Duck Cluster

Ecco una foto della Wild Duck Cluster del 29/08/2008 alle 23.00. Foto realizzata con una Pentax K100D al fuoco diretto di un Celestron Nexstar 4SE. Esposizione di 30'' ISO 1600.
"The Wild Duck Cluster (also known as Messier 11, or NGC 6705) is an open cluster in the constellation Scutum. It was discovered by Gottfried Kirch in 1681. Charles Messier included it in his catalogue in 1764.
The Wild Duck Cluster is one of the richest and most compact of the known open clusters, containing about 2900 stars
. Its age has been estimated to about 220 million years. Its name derives from the brighter stars forming a triangle which could represent a flying flock of ducks." (Wikipedia)